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I BTP
Sono obbligazioni a tasso fisso emesse dallo stato italiano, con pagamento semestrale degli interessi (cedole semestrali). Lo stato italiano emette BTP con durata compresa tra 3 e 30 anni. Essendo emessi da un debitore con rating alto, non presentano particolari rischi di insolvenza. Sono emessi in euro, quindi non presentano rischi di cambio. Sono tutti trattati sul mercato ufficiale e quasi tutti sono molto scambiati, quindi c'è un ridotto rischio di liquidità. Il rischio di tasso è invece rilevante e aumenta al crescere della duration del titolo di stato.
Il rischio di tasso nel BTP
Il rischio di tasso è il rischio che il prezzo di mercato cambi quando i tassi cambiano: in particolare, è il rischio che il prezzo del BTP cali quando i tassi di interesse salgono. Il
rischio di tasso è misurato dalla duration di un titolo, ovvero dalla sua durata finanziaria: più è alta la duration, più il prezzo del titolo varia quando cambiano i tassi di interesse
sul mercato.
La duration dipende dalla scadenza del titolo: più il titolo ha ancora una lunga vita residua (numero di anni che mancano alla scadenza) più la duration è alta. Quindi un btp a 20 anni ha una
duration più alta di un btp a 10 anni, quindi è più rischioso perchè risente di più delle variazioni di tasso. Immaginiamo che il btp a 20 anni oggi valga 100, e che abbia una duration di
15 anni. Immaginiamo poi che i tassi di interesse salgano improvvisamente dello 0,50%. Questo significa che il prezzo di mercato del nostro BTP calerà di 15 * 0,50%, ovvero del 7,5%, passando da
100 a 92,5. Quindi, anche se si tratta di un titolo "sicuro" perchè emesso dallo stato italiano, il suo prezzo prima della data di rimborso può variare molto.

