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Fondi comuni di investimento
I fondi comuni sono forme di investimento collettivo. I risparmiatori investono in un fondo comune comprando un certo numero di quote del fondo. Tutte i soldi derivanti
dalla sottoscrizione di un certo fondo comune vengono raccolti insieme dalla società di gestione del risparmio (SGR) che gestisce il fondo comune, che li investe sul mercato secondo il mandato di gestione del fondo
comune e le proprie convinzioni sui futuri movimenti di mercato. Il rischio di un fondo comune dipende quindi molto dal mandato di gestione di quel singolo fondo comune: infatti
esistono fondi comuni monetari
(cioè fondi comuni che investono solo in obbligazioni a tasso variabile oppure in obbligazioni a tasso fisso con
duration bassissima e alto rating);
fondi
comuni obbligazionari (che investono in obbligazioni di società private) spesso divisi per valuta in cui investono e rischiosità dell'emittente (infatti esistono fondi comuni
obbligazionari high yeld, cioè specializzati in investimenti in obbligazioni emesse da debitori con bassi rating); fondi comuni bilanciati (cioè fondi comuni che investono sia in azioni che in
obbligazioni secondo percentuali di riparto fisse); fondi comuni flessibili (che fondamentalmente non hanno particolari vincoli di gestione e quindi la SGR ha la massima flessibilità nella
scelta di tipi di investimento da effettuare);
fondi comuni azionari (che investono una parte rilevante del loro denaro in azioni: spesso i fondi comuni azionar isono specializzati per
area geografica, e quindi esistono fondi comuni azionari Europa, fondi comuni azionari America, fondi comuni azionari Asia e Giappone, ecc..).
Il risparmiatore paga di solito una commissione di ingresso (quindi se investire 100 euro, in realtà solo una parte di essi confluiscono nel fondo) e una commissione di gestione
alla SGR per il servizio di gestione di portafoglio del fondo. La
commissione di gestione annua varia in base al tipo di fondo: di norma è più alta nei fondi comuni azionari e più
bassa nei fondi comuni monetari.
I fondi comuni vanno meglio dei titoli in cui investono?
Il risparmiatore di solito si aspetti che la SGR sia in grado di fare una gestione molto professionale del portafoglio titoli, che sappia individuare i titoli giusti da comprare, che sappia
capire in quale momento entrare ed uscire e che movimenti molto i portafogli: si aspetta cioè una gestione attiva dei soldi, visto che la SGR percepisce una
commissione di gestione.
Di norma non è così: i portafogli dei fondi comuni, soprattutto sulla parte obbligazionaria, sono poco movimentati. Inoltre è raro che un fondo comune riesca a battere il rendimento del mercato (ad esempio un fondo comune
monetario difficilmente offrirà un rendimento più alto di un BOT o di un CCT, mentre un fondo comune azionario Italia difficilmente batte il rendimento dell'indice di borsa italiana).
Ma se il gestore non riesce a battere, almeno in maniera sistematica e nel lungo periodo, il mercato, perchè investire nei fondi comuni e pagare le commissioni di sottoscrizione e di
gestione alla SGR?
Alternative ai fondi comuni
Ancora una volta la regola della semplicità paga: esistono sul mercato strumenti più semplici, liquidi, meno complicati e soprattutto meno costosi. Al posto di un fondo comune monetario
che investe in titoli in euro, è meglio comprare direttamente un BOT oppure un CCT. Invece che comprare un fondo comune obbligazionario che investe in titoli ad alto rating,
comprate un BTP con duration pari a quella del fondo comune obbligazionario da cui disinvestite.
Per gli investimenti in azioni in discorso è più delicato. In effetti, il fondo comune offre il grande vantaggio della diversificazione, poichè investe in un numero elevato di titoli che un
risparmiatore da solo non potrebbe comprare (e dato che in un certo periodo i rendimenti offerti da diversi titoli azionari può essere molto diverso, è molto importante diversificar su almeno 20 o 30
titoli azionari). Da alcuni anni sono presenti però gli
ETF, cioè delle specie di fondi comuni quotati in borsa a gestione passiva (replicano cioè la composizione degli indici di borsa invece che provare a
battere il mercato, visto che tanto non ci si riesce in modo sistematico) e con commissioni di gestione molto basse (tra lo 0,20% e lo 0,40% annuo invece del 2% o più dei
normali fondi comuni): quindi invece che un fondo comune azionario Europa comprate un
ETF indicizzato sull'indice delle borse europee.

